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Sgarbi e la guerra con «suor Letizia» «Mostra gay, la Brambilla è con me

Corriere della Sera, Giannattasio Maurizio, 29 ottobre 2008

MILANO - Sette stelle nel cuore di Milano. Vittorio Sgarbi ti accoglie alle 14 e 30 in mutande, rasoio in mano e ciuffo sgarrupato. L' altra notte ha dovuto portare a termine una missione molto avventurosa. Cercare di salvare la sua mostra «Arte e omosessualità» dagli strali della censura di «Suor Letizia». E così verso mezzanotte, come nei Promessi Sposi, si è recato nella provincia di Lecco, «nel convento delle carmelitane» per incontrare «il vero capo dell' opposizione». Che per Sgarbi risponde al nome di Michela Vittoria Brambilla. Il vertice segreto è andato avanti fino alle 3. «Dove Berlusconi ha fallito ci può riuscire la Brambilla. I Circoli della Libertà devono garantire la libertà anche della cultura. Lei ha visto tutte le foto delle opere, è pienamente d' accordo con me. Cercherà di convincere Suor Letizia e farà tornare alla carica Berlusconi». Ma Letizia Moratti non si è lasciata convincere e non si arrende: «Milano non merita provocazioni sterili che confondono e contrabbandano per arte quello che arte non è», ha detto in serata il sindaco. Sgarbi, cosa risponde? «Respingo tutte le riflessioni etiche, estetiche e politiche della Moratti. Purtroppo siamo di fronte ad un' ignoranza conclamata perché la Moratti non ha visto la mostra. Trovo paradossale che vengano e fare lezioni di arte a me». Intanto la mostra «Vade Retro» fa rotta verso Napoli. «Ce l' ha chiesta il soprintendente del polo museale di Napoli, Nicola Spinosa, ma noi stiamo ancora lavorando perché resti a Milano». Il lodo Brambilla? Ma se non c' è riuscito neanche Berlusconi a convincere la Moratti. «Berlusconi mi ha detto che quando la Moratti si mette un' idea in testa non c' è verso di farle cambiare parere. Così ho deciso di andare dal vero capo dell' opposizione». Che cosa le ha detto la Brambilla? «Che la censura è inaudita. Che non si può pensare di togliere opere come il Bacio di Kirby o addirittura cancellare Caravaggio e Antonello da Messina dal catalogo perché sono inseriti in un contesto omosessuale». Quindi? «Quindi è giusto che i Circoli della Libertà si battano per la libertà artistica. E che Suor Letizia torni Letizia. Stiamo studiando la possibilità che la mostra resti a Milano e di mettere le 10 opere "censurate" dietro un velo nero. Chi vuole vederle deve dare la carta d' identità e dimostrare di avere più di 18 anni. Oppure...». Oppure? «Lunedì facciamo partire le opere non censurate per Napoli. Quelle vietate le teniamo qui. E visto che ormai sono fuori contesto, le esponiamo tutte assieme a Palazzo della Ragione con un titolo senza senso». Sta scherzando? «No, lo scherzo è capitato e me l' altra sera. Ho provato a far andare la mostra a Roma. Ho chiamato i miei amici del Chiostro del Bramante. Ero sicuro che l' avrebbero presa senza problemi. Li ho sentiti titubanti. Alla fine mi hanno spiegato che lo spazio è preso in affitto dal Vicariato. Da Suor Letizia a Monsignor Bagnasco che pure è mio amico». Lei sembra divertirsi molto... «Sì. e proprio per questo non capisco chi chiede le mie dimissioni. Mi diverto e sto lavorando». Anche con la censura? A Milano? Nel 2007? «Milano da una parte ha fatto una brutta figura. È una mostra per educande. Perché Suor Letizia non vuole farci entrare le educande? Perché presume che la mostra sia nitroglicerina. Non è così. Ma siccome io sono politicamente scorretto sono contento della censura». Detto da un critico d' arte suona strano. «È avvenuto quello che volevo. A Milano succede qualcosa di così forte che merita la censura. E se ne parla in tutto il mondo. Di questo dobbiamo ringraziare Suor Letizia perché è lei la vera curatrice della mostra. Ha introdotto una morbosità che è il vero valore aggiunto di Vade Retro». Giudizio estetico discutibile. «C' è arte quando c' è qualcosa che la sporca, qualcosa di fatto male, altrimenti è solo scenografia, elegante ma scenografia. Quindi dico grazie a Suor Letizia». Che rapporto ha con il sindaco? «Cordiale e affettuoso. Lei ha paura che io possa convincerla delle mie ragioni. Quindi non si discute. La Moratti - dice ridendo - garantisce la democrazia proteggendo i cittadini dalle mostre e garantisce la libertà del suo assessore. Posso dire quello che voglio, ma non fare nulla». A casa sua la Moratti ha opere scandalose? «Voleva comprare un' opera di Demetz, uno degli artisti censurati. Lei ha una meravigliosa collezione di paesaggisti veneti del 700 con dei Canaletto strabilianti. E poi ha i Promessi Sposi illustrati da De Chirico. Esprime bene il suo carattere...». Dopo la polemica lei ha mandato dei fiori alla Moratti. Che fiori si mandano a una «suora»? «Altro che censura. Il vero problema di Milano è che alle 20 e 30 non si trova un fioraio aperto. A Suor Letizia ho scritto una lettera».

Pubblicato il 29/10/2008 alle 20.13 nella rubrica Opinioni.

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