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"In nome di Gandhi, stop agli attacchi ai cristiani'

la Repubblica, Orazio La Rocca, 29 ottobre 2008


CITTÀ DEL VATICANO - «La forza della non-violenza del Mahatma Gandhi e l' educazione alla pace di Benedetto XVI»: ecco la «strada» che, secondo il Vaticano, va intrapresa al più presto per fermare le violenze anticristiane in corso in Orissa e in tanti altri Stati dell' India. Lo scrive il cardinale Jean Luis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, nel tradizionale messaggio augurale inviato, a nome del Papa, agli indù per la tre giorni del Diwali, la festa della luce iniziata ieri. Un evento considerato momento centrale della spiritualità indù che celebra - si ricorda tra l' altro nel messaggio - «la vittoria della verità sulla menzogna, della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, del bene sul male», ma che quest' anno cade nel pieno delle persecuzioni contro i cristiani per mano degli estremisti indiani. L' ultima vittima, proprio ieri in coincidenza con gli auguri papali. Si tratta di padre Bernard Digal, il religioso assalito, picchiato e abbandonato da un gruppo di fondamentalisti in un bosco di Kandhamal la notte del 25 agosto scorso, morto ieri dopo lunga e dolorosa agonia. La notizia è stata diffusa ieri sera da Asianews, agenzia stampa del Pime (Pontificio istituto missioni estere) diretta da padre Bernardo Cervellera, che definisce «padre Digal nuovo martire dei cristiani dell' Orissa, morto per le ferite alla testa e ai polmoni dopo una lenta agonia durata più di due mesi». Aumentano, dunque, i cristiani vittime dei fondamentalisti indiani, ai quali - scrive Tauran «ai cari amici indù» - occorre rispondere necessariamente con la «non-violenza» che «non è solo un espediente tattico, ma è l' atteggiamento di colui che, come ha detto più volte il Papa, è così convinto dell' amore di Dio e della sua potenza, che non teme di affrontare il male con le sole armi dell' amore e della verità». Tauran ricorda ancora che «nella tradizione indù la non-violenza è uno degli insegnamenti più importanti» tramandatoci da Gandhi, «il Padre della nazione indiana rispettato e tenuto in alta considerazione in tutto il mondo», per il quale «applicando il principio 'occhio per occhio' , 'tutto il mondo diventa cieco' ». Da qui l' invito a «indù e cristiani, soprattutto nella presente situazione» a farsi «vincere dall' amore senza riserve, con la convinzione che la non-violenza è l' unica via per costruire una società globale più compassionevole, più giusta e più attenta ai bisognosi. E' la nostra speranza e la nostra preghiera».

Pubblicato il 29/10/2008 alle 20.4 nella rubrica Religioni .

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