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"Ahmadinejad malato", giallo in Iran

La Repubblica, Vincenzo Nigro, 27 ottobre 2008


Al segreto, alla cabala che da sempre circonda la leadership iraniana, da ieri si aggiunge un elemento che non manca mai in casi del genere. L´incertezza sulle condizioni di salute del presidente Mahmoud Ahmadinejad. La scorsa settimana Ahmadinejad ha cancellato una serie di incontri e di udienze, ha rinunciato a visite fuori Teheran, a quei bagni di folla che cerca sempre nelle più sperdute città dell´Iran interno.

Il presidente ha limitato quel ritmo incessante di lavoro che ne ha fatto un beniamino degli iraniani più umili, ai quali dice di dedicare le sue 16-18 ore di lavoro al giorno. Ieri un suo alleato, il deputato Mohammed Ismael Kowsari, ha ammesso che in effetti la settimana scorsa il presidente ha avuto un colpo, ha sofferto di un esaurimento da super-lavoro.
«Può succedere che uno si senta stanco e debole per il troppo lavoro», dice Kowsari, «ma si sta già rimettendo, tornerà appieno ai suoi doveri e la vergogna delle voci che sono state messe in giro a Teheran contro di lui rimarrà addosso a chi ha le messe in giro, un complotto in vista delle elezioni».

Poi però è arrivata la smentita presidenziale, con un´intervista sulla tv pubblica: «Sono un essere umano e come tutti gli altri mi sono raffreddato ma non sto male», ha detto Ahmadinejad.

Pochi sono in grado di dire davvero come stia Ahmadinejad e quei pochi non parlano in pubblico; ma è sicuro che la sua salute entrerà di forza nei prossimi mesi nello spietato gioco politico che porterà l´Iran alle presidenziali del giugno 2009. La battaglia sarà tutta nel campo conservatore e sarà innanzitutto una competizione per ricevere la benedizione dalla Guida suprema Ali Khamenei, che al momento continua a sostenere l´uomo che 3 anni fa è riuscito a portare alla guida del governo, ovvero lo stesso Ahmadinejad.

Yossi Mellman, il giornalista israeliano che ha scritto un´interessante biografia del leader iraniano non è sicuro che la malattia sia proprio un malessere passeggero: «È sempre difficilissimo capire cosa accade nella leadership iraniana, ma il cambiamento è stato forte: lui è sempre ipercinetico, iperattivo e nvece da tempo c´è stato un rallentamento importante del suo lavoro, potrebbe essere qualcosa di più serio di semplice stress».

Sabato Ahmadinejad è ricomparso in pubblico, a una cerimonia religiosa, sorretto dalla sue guardie del corpo, affiancato dal capo dei Pasdaran, il generale Mir-Faisal Bagherzadeh. Le didascalie dicono è commosso per l´emozione provata durante la festa dedicata al santo sciita Jaafar Sadeq, ma le immagini danno l´idea di un uomo provato.

Un mistero che fa il paio con un altro evento poco chiaro che circola in queste ore: senza conferme solide (anche se anonime) i giornali americani hanno scritto che l´amministrazione Bush avrebbe intenzione di rompere gli indugi, di aprire una "sezione di interessi" americana a Teheran dopo elezioni del 4 novembre, per non lasciare il peso di un´apertura verso l´Iran tutto sulle spalle della nuova amministrazione. Una mossa che, naturalmente, se fosse vera sarebbe concordata con Obama o McCain. Anche in questo caso, una scelta avvolta dal mistero.

Pubblicato il 27/10/2008 alle 18.50 nella rubrica Esteri.

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