Blog: http://zemzem.ilcannocchiale.it

Boicottare il 4 novembre». Affondo di Rifondazione. Ma il Pd: un'idea assurda

Il Corriere della Sera, Virginia Piccolillo, 27 ottobre 2008

ROMA — «Assurdità da extraterrestri ». «Giusto: fermiamo la riscrittura della storia filo- guerra». «Non lasciamoci dividere su questi temi». Raccoglie pareri diversi l'appello di Piero Sansonetti: «Boicottiamo la festa del 4 novembre». Il direttore di Liberazione sottolinea che il governo e il ministro della Difesa Ignazio La Russa «si preparano a un gran numero di cerimonie per celebrare con tripudio il 90° anniversario di quella che Benedetto XV definì "inutile strage"». La Grande Guerra, «un avvenimento orribile, feroce, sanguinosissimo. Del quale è giusto parlare per spiegare ai giovani che le classi dirigenti europee impazzirono e si macchiarono di colpe ignominiose » che «aprirono le porte a fascismo e nazismo». Per questo invita a boicottare la festa. Esponendo bandiere arcobaleno o, almeno, leggendo Ungaretti. E attacca la proposta leghista di sostituire l'Inno di Mameli con la Leggenda del Piave, che «piace anche a La Russa». Motivata, secondo Sansonetti, dal verso «non passa lo straniero» che «nell'attualità politica assume un significato xenofobo».

Rosy Bindi suggerisce di «tralasciare una campagna controproducente ». Spiega: «Non c'è bisogno di contestare il 4 novembre per dire che la Grande Guerra era sbagliata. Tutte lo sono. Bisogna pensare a non farne. Ma questo non vuol dire che non si debba celebrare chi ha dato la vita per il nostro Paese».
Si «trattiene con fatica dall'insulto » il pd Matteo Colaninno: «di fronte alla crisi drammatica che investe l'Italia, l'Europa e il mondo, dibattere del 4 novembre è da extraterrestri», rimprovera. «Chi rappresenta il nostro Paese deve rimanere ancorato alla storia del nostro Paese e ai suoi simboli. Lo sforzo dei presidenti Ciampi e Napolitano per recuperare il sentimento nazionale fa impallidire qualsiasi tentativo di originalità».
«Basìta dal dibattito» anche la pd Marianna Madia: «Siamo italiani. Possibile che ancora non sia scontato? Ridiscutere il 4 novembre è come voler tornare a prima dell'Unità d'Italia. Parliamo d'altro».

Boicotterà il 4 novembre, invece, Giovanni Russo Spena
(Prc): «Questa festa — dice — va contestata proprio ora che La Russa la sta rilanciando. Per noi vecchi antimilitaristi è l'occasione per insistere: occorre ritirare i militari dalle missioni di pace. Lo stesso La Russa ora ammette che sono di guerra ». Per Lidia Menapace (Prc) «dare pomposità a questa ricorrenza significa togliere importanza alla Costituzione che non è fondata sulla vittoria, ma sulla pace». «E poi evidenzia — qui in Sud Tirolo, celebrarla significa festeggiare la sconfitta dei nostri concittadini ». Per il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero «La Russa tenta di sdoganare la guerra. Nel concreto lavora a un maggiore ingaggio in Afghanistan. Culturalmente tenta di rimettere in piedi la glorificazione dello Stato che mandò al macello la gente, con i carabinieri pronti a sparare alla schiena di chi disertava. La guerra non unisce la patria: potendo la gente non ci va».
Striglia il direttore di Liberazione
il suo predecessore Sandro Curzi: «La guerra è inevitabilmente di popolo. È un tema sul quale ha scritto pagine importanti anche Gramsci e che la sinistra seria, quella del Pci di Berlinguer, aveva già superato. Lo rilancia la destra per dividerci ora che qualcosa si muove. Non cadiamo nella trappola».

Pubblicato il 27/10/2008 alle 18.28 nella rubrica Cronaca.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web