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La Prestigiacomo: bufera insensata, sono dati di Bruxelles

 


Corriere della Sera, Alessandra Arachi, 18 ottobre 2008

 


 


ROMA - Stefania Prestigiacomo ma che succede? Lei è il ministro dell' Ambiente: ce la spiega questa bufera europea sul «pacchetto-clima»? «Difficile spiegarla: è incomprensibile». In che senso? «Stavros Dimas, il commissario dell' Ambiente dell' Unione europea, ha attaccato l' Italia dicendo che le stime fornite dal nostro governo sui costi del "pacchetto clima" sono sproporzionate. Sono esagerate. Ma è assurdo». Perché? «Perché quelle stime sono tratte da uno studio dell' Unione europea, mica ce le siamo inventate noi». Non è possibile... «Ma è così». Eppure in quello studio ci sono varie ipotesi di costi per il raggiungimento degli obiettivi del cosiddetto «pacchetto clima»: secondo il commissario Dimas quelle fornite dall' Italia sono le cifre relative alle ipotesi più pessimistiche... «Sono le più realiste». Dimas dice che dovremmo puntare sulle innovazioni, che così costerebbe tutto meno... «Ovvio. Ma per innovare ci vuole tempo. E noi dobbiamo essere realisti. Quanto ci vuole per costruire una centrale nucleare? Per sviluppare l' eolico, il fotovoltaico...». Quanto ci vuole? «Non ce la facciamo ad arrivare in tempo per il pacchetto clima». Siamo indietro? «Indietro? Vogliamo sapere quanti progetti di fonti rinnovabili ha tenuto bloccati il mio predecessore, Pecoraro Scanio?». Vogliamo sapere... «Ho trovato ben 160 pratiche bloccate». Le ha sbloccate tutte? «Sì. Ma...». Ma? «Nel conto dobbiamo metterci anche i rigassificatori: quelli per due anni e mezzo sono stati bloccati dal governo Prodi». Però il commissario Stavros Dimas oggi l' Italia l' ha bacchettata anche sugli impegni relativi al protocollo di Kyoto... «E ha ragione. Stiamo andando malissimo su Kyoto. Abbiamo un trend di crescita delle emissioni del 13% invece di una diminuzione del 6,5%. Ma anche qui...». Anche qui? «Ha senso che ci si faccia carico noi dell' inquinamento del mondo, quando a sfilarsi da Kyoto sono stati Paesi come gli Stati Uniti, l' India, la Cina?». Quindi, che fare? «Bisognerebbe trovare un sistema per distribuire impegni equi e non questa assurda iniquità mondiale». E in Europa? «Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche. Sul serio. Non fare le corse ad approvare pacchetti pur di arrivare belli belli al traguardo». Di cosa sta parlando? «Del commissario Dimas». Che vuole arrivare a quale traguardo? «Alla conferenza di Copenaghen del dicembre del prossimo anno. E' lì che vuol fare vedere che l' Unione europea è la prima della classe». E non va bene? «Va benissimo. Ma bisogna essere tutti d' accordo, non si arriva ai risultati alzando la voce. Tutti abbiamo a cuore l' ambiente. E' il bene collettivo più prezioso che abbiamo». Come ha detto oggi il presidente della Repubblica... «E come dice tutto il nostro governo, io in prima linea. Per questo abbiamo a che ridire con il pacchetto clima: tra le altre, prevede che i permessi per le emissioni che oltrepassano la soglia di CO2 consentita diventino a pagamento. Una follia». Lunedì prossimo a Bruxelles lo incontrerà il commissario Dimas: che succederà? «Non ho dubbi: ci rimboccheremo le maniche per metterci a lavorare e trovare insieme una soluzione».


 

Pubblicato il 18/10/2008 alle 17.3 nella rubrica Varie.

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