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Fisica, Il Nobél della contestazione"Scippato Cabibbo, lo meritava lui"

 Premiati 3 giapponesi. Il presidente dell`Istituto nazionale: le basi le ha gettate lui Anche la rivista «New Scientist» si chiede come mai il fisico italiano sia stato escluso dal riconoscimento MILANO - Quest`anno i giudici del Nobel a Stoccolma sono riusciti a scatenare un pandemonio in Italia, ma non solo. I nostri scienziati sono dispiaciuti e arrabbiati: nel Premio Nobel per la fisica assegnato ai tre giapponesi Makoto Kobayashi, moshihide Maskawa e Yoichiro iNambu, l`Accademia svedese si è dimenticata - dicono - Nicola Cabibbo dell`Università La Sapienza di Roma.

Bisogna riconoscere! che il lamento non è tradizionale e vuoto. La stessa rivista scien- tifica britannica New Scientist nel suo sito Internet si chiede come mai l`italií no sia stato escluso, nonostante le sue ricerche «abbiano gettato le basi - e cita una dichiarazione di Roberto Petronzio presidente delllstituto Nazionale di fisica nucleare per il lavoro di Kobayashi e Maskawa».

Tutto ciò è vero tanto che alla radice dell`illustre Premio c`è una scoperta nota in fisica come «matrice pckm», dove le tre lettere stanno appunto per Cabibbo, Kobayashi e Maskawa. Lo scienziato italiano otteneva il suo risultato nel 1963 indagando come si mischiano i quark, le particelle più piccole finora conosciute della materia, e i due colleghi poi lo completavano introducendo tre nuove famiglie di quark, riempiendo il quadro comprendente in tutto sei quark «E un incredibile scandalo - dice senza mezzi termini Renato Angelo Ricci, presidente onorario della Società Italiana di Fisica Cabibbo realizzò la prima e più fondamentale parte della scoperta ed è incomprensibile quanto è accaduto».

«Non possiamo tacere il profondo rammarico - aggiunge Luciano Maiani, grande fisico, ex direttore del Cern di Ginevra e ora presidente del Cnr - per aver ignorato Cabibbo dall`assegnazione del Nobel. La sua importanza in questo ambito si può definire storica».

Male polemiche non si fermano all`Italia. Il terzo premiato a Stoccolma, il nipponi- co Nambu che però lavora all`Università di Chicago si è occupato di come la natura riesca a violare la simmetria. E pure in questo caso la sua notorietà è legata alla scoperta del tosone «Nambu-Goldstone» e il dimenticato sarebbe appunto Jeffrey Goldstone nato in Gran Bretagna e ora illustre docente al centro di fisica teorica del Mit. Sullo specifico argomento ci sarebbe da ricordare il contributo di un altro scienziato italiano sempre dell`Università La Sapienza di Roma, Giovanni Jona-Lasinio citato nella stessa motivazione del Nobel.

A Boston come a Roma si chiedono spiegazioni ormai impossibili. Di certo, il 2oo8 rimarrà l`anno in cui la Fisica ha generato soprattutto un Nobel di polemiche.

Giovanni Caprara, Corriere della Sera, 8 ottobre 2008

Pubblicato il 8/10/2008 alle 23.8 nella rubrica Scienza.

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