Blog: http://zemzem.ilcannocchiale.it

Così è nata la quarta confederazione guidata dalla tosta Renata Polverini

 

 «Renata è una tosta», dice Guglielmo Epifani della collega Polverini, leader dell' Ugl, prima donna in Europa a guidare un sindacato. E in quell' aggettivo c' è forse anche la chiave per leggere la sorprendente ascesa dell' Ugl, già Cisnal e già sindacato della destra pure un po' nostalgica, a diventare, nei fatti e nell' epoca della frantumazione del lavoro, la quarta confederazione, accanto a Cgil, Cisl e Uil. La promozione - la "tosta" Renata - se l' è conquistata sul campo della vertenza Alitalia. Per la prima volta è stata ammessa al tavolo delle trattative che contano - quello delle riunione "ristrette", come si chiamano in gergo - e lei non l' ha più mollato, notte e giorno. Si è alleata prima con la Cisl di Raffaele Bonanni per indebolire le resistenze della Cgil, ma ha chiuso il negoziato stringendo un patto di ferro con la Uil di Luigi Angeletti per non vedersi scavalcata dalle corporazioni dei piloti di Anpac e Up. Lei gioca a geometrie variabili. Ora tifa Lufthansa, in vista dell' alleanza internazionale della Cai tricolore, ma è stata l' unica tra i sindacalisti a incontrare Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, quando i francesi cercavano l' accordo con i sindacati italiani per comprare la compagnia. Renata Polverini, romana, 46 anni, sindacalista da sempre, è di destra ma non ha mai avuto una tessera di partito. Anche per questo piace di qua e di là. Walter Veltroni l' avrebbe imbarcata nel Partito democratico, il centrodestra, prima o poi, le chiederà di scendere in politica. «Vedremo», dice lei. Da anni l' Ugl marcia a fianco a quella che un tempo era l' odiata "triplice". Sei scioperi generali unitari contro il precedente governo Berlusconi; nessuno contro Prodi ma una manifestazione (da sola) contro la Finanziaria di Padoa-Schioppa. I retaggi del passato, però, restano in alcune vicende fondamentali delle relazioni industriali. Infatti l' Ugl non tratta allo stesso tavolo di Cgil, Cisl e Uil la riforma della contrattazione con la Confindustria di Emma Marcegaglia. Qui vale ancora la conventio ad escludendum che vedeva la Cisnal attendere nella sala d' attesa dei ministeri per poi essere ricevuta dal capo di gabinetto o, peggio, dimenticata e chiusa all' interno del dicastero. E così mentre i partiti politici si sfaldano e poi si fondono alla ricerca di un bipartitismo che resta "imperfetto", nei sindacati, perse le storiche occasioni dell' unità, si esaltano le identità e le differenze: la Cgil è scesa in piazza sabato scorso contro la politica economica del governo, la Cisl manifesterà sabato prossimo chiedendo meno tasse sul lavoro e la riforma dei contratti. E l' Ugl rosicchia posizioni, soprattutto nel terziario, tra i giovani precari de-ideologizzati. Contano gli iscritti, certo, anche se nessuno può certificarne la veridicità. La Polverini dichiara di avere superato i due milioni di tessere, più della Uil che, contesta quei dati, e che si ferma sotto quella soglia. Ma contano anche altri fattori. Per esempio, nella primavera scorsa, la conquista della Pirelli Bicocca, già roccaforte della Cgil proprio dove Sergio Cofferati cominciò a costruire la sua carriera sindacale. Lì un gruppo di delegati ex Cgil si presentò, e fu eletto, con l' Ugl. E le loro ragioni, quei delegati, le spiegarono chiare in una lettera al Manifesto: «L' Ugl è una struttura in forte mutamento dove ci è sembrato di cogliere che "fare sindacato" venga prima della politica». Ma la prima a "usare" l' Ugl è stata la Cgil in funzione anti-Cisl, scommettendo sulla loro potenziale concorrenza (come in parte è accaduto) per via di alcune similitudini. A cominciare dal tema della democrazia economica, che la Cisl, però, chiama "partecipazione" e che l' attuale ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, declina in una ardita "complicità" tra imprese e lavoratori. L' Ugl, però, è anche simile alla Cgil: per la struttura organizzativa e poi perché difende la centralità del contratto nazionale. Insomma sono tutte queste geometrie sindacali molto variabili che ormai fanno dell' Unione generale del lavoro la quarta delle confederazioni.
 
La Repubblica, Roberto Mania, 29 settembre 2008  

Pubblicato il 29/9/2008 alle 16.45 nella rubrica Economia.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web