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1 novembre 2008
POLVERINI: "PIU' DI COSI' NON POTEVAMO OTTENERE"

 IL MATTINO, Giusy Franzese, 1 novembre 2008

Tira un sospiro di sollievo Renata Polverini, la leader che, con questa vertenza Alitalia, ha portato per la prima volta il suo sindacato, l`Ugl, a guadagnarsi sul campo l`etichetta di quarto sindacato confederale nazionale.

Da questo punto di vista la vicenda Alitalia, per lei e l`Ugl, è stata certamente un favoloso trampolino di lancio.

Ma non senza rischi. Anche se lei non ha dubbi: «Più di così, in questa partita, il sindacato non poteva ottenere».

Segretario, siamo davvero ad una svolta definitiva e positiva di questa lunghissima vicenda Alitalia? «Io direi che stavolta abbiamo messo la parola fine alla vecchia Alitalia e la parola inizio alla nuova Cai. Cgil, Cisl Uil e Ugl hanno veramente salvato il destino di 12.600 lavoratori e della compagnia di bandiera. É ovvio che questa volta come non mai ci siamo assunti la responsabilità da soli di andare fino in fondo e di dare una prospettiva a questi lavoratori».

Rimane la non firma di piloti e assistenti di volo. Come farà la nuova compagnia a volare senza queste categorie? «Intanto anche i sindacati confederali rappresentano i piloti. Certo è auspicabile che le sigle di rappresentanza esclusive dei piloti e degli assistenti di volo, in qualche modo capiscano che la partita è finita. Ormai si parte: chi ci vuole stare, ci sta. Il loro contributo se arriva meglio, comunque non è più determinante».

Ma perché, secondo lei,le sigle non confederali danno una valutazione diversa della proposta Cai? «Loro hanno un interesse eli parte che guarda solo alla rappresentanza della categoria. Noi confederali abbiamo la necessità di salvaguardare gli interessi di tutte le categorie di lavoratori Alitalia, ma anche l`interesse generale.

Questa è un`infrastruttura troppo importante per il Paese. Abbiamo trattato le migliori condizioni possibili:

12.600 persone verranno assunte dalla Cai, per gli altri ci sono sette anni di ammortizzatori sociali, cosa quest`ultima che non ha nessun lavoratore in questo Paese. Un risultato non da poco soprattutto ora che stiamo andando incontro ad una crisi depressiva che già si fa sentire. Io credo che il senso di responsabilità deve necessariamente prevalere, dobbiamo far partire questa compagnia anche perché abbiamo tante altre cose di cui ci dobbiamo occupare».

Ma davvero la Cai per le assunzioni discriminerà - come accusano le sigle autonome - le donne in maternità? «Assolutamente no. Ci sono dei criteri di selezione chiari per soddisfare le esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici.

E comunque, laddove ci fossero delle diverse interpretazioni tra azienda e sindacati, interverrà il sottosegretario Letta che con il suo "lodo" si è fatto garante dell`intesa».

Non temete proteste e agitazioni delle categorie che non hanno firmato? Insomma, c`è il rischio che nei prossimi giorni eventuali mobilitazioni possano provocare disagi a chi viaggia con Alitalia? «In questo momento credo sia difficile continuare a protestare. Ci sono tante aziende che stanno ricorrendo alla cassa integrazione, ci sono tanti posti di lavoro a rischio. Noi stiamo tornando a dare occupazione in un settore che era praticamente morto, in un`azienda che era finanziariamente fallita. Credo che i lavoratori di questo se ne rendano ben conto e sono certa che apprezzeranno il lavoro che Cgil, Cisl Uil e Ugl hanno fatto insieme.

E chiaro che nessun accordo poteva lasciare le stesse condizioni di adesso ed essere al 100% soddisfacente».

La nuova Alitalia di Cai sarà una compagnia forte? «Oggi abbiamo avuto rassicurazioni anche sul partner internazionale, che secondo noi è l`elemento di forza della nuova Alitalia. Ci hanno detto che sono in trattativa con i tre più grandi colossi europei, che sono a buon punto con tutti e tre, e che il passaggio immediatamente successivo alla presentazione dell`offerta è quello di individuare quale tra i tre è il partner migliore per Alitalia. Credo che la compagnia così com`è, le organizzazioni sindacali convinte di accompagnare questo processo e un buon partner internazionale, possono dare una prospettiva seria alla nuova compagnia».

 


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permalink | inviato da zemzem il 1/11/2008 alle 15:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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