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25 ottobre 2008
L' AMACA

la Repubblica, Michele Serra, 25 ottobre 2008

 "Facinorosi" è una parola fantastica, non la sentivo dai tempi della "Notte" di Nino Nutrizio (i più giovani non possono sapere che cosa si sono persi~), dai tempi della vecchia destra d' ordine, azzimata e perbenista. Il Berlusconi che denuncia i "facinorosi" è esattamente questo, un milanese anziano che non apprezza e non capisce i cortei di giovinastri pieni di grilli per la testa, andassero a lavorare, andassero. Se non ci fosse da preoccuparsi - forti delle esperienze passate - per eventuali violenze (infiltrazioni di fanatici, provocazioni di farabutti), ci sarebbe da divertirsi di fronte allo spettacolo sorprendente di una destra che si è venduta per anni al mercato della "modernità", del "nuovo", del "cambiamento", e si ritrova a borbottare davanti ai cortei come la vecchia borghesia dei padri e dei nonni. Vecchi e presi alla sprovvista da un movimento molto nuovo, ecco come ci appaiono all' improvviso i giornali e i capi della destra italiana: Berlusconi in testa. Ci manca solo una polemica contro i capelloni, un corsivo indignato contro la promiscuità sessuale nelle scuole occupate, e ci parrà di essere tornati agli sconquassi della nostra remota giovinezza. Nel frattempo la giovinezza altrui veleggia da altre parti, per sua fortuna. E per sfortuna di una maggioranza che torna a essere, banalmente, di benpensanti spaventati.

25 ottobre 2008
Lecce, liceali a volto coperto devastano le scuole di chi non protesta

Corriere della Sera, 25 ottobre 2008


 LECCE - Sassi contro le scuole che fan lezione. Parecchi istituti superiori di Lecce ieri sono stati presi di mira da gruppetti di giovani che, con il volto coperto da sciarpe e passamontagna, ne hanno centrato le vetrate con sassi e ne hanno devastato androni e atrii. Al termine, il bilancio è stato di sei scuole danneggiate e dieci giovani, tra i quali parecchi minorenni, portati in questura per l' identificazione, anche se al momento nessuno risulta indagato. Ma per questa mattina sono previste altre manifestazioni: tra gli studenti il passaparola invita a una concentrazione in piazza Palio. Il questore Vittorio Rochira ha disposto il potenziamento dei controlli vicino alle scuole. Il prologo dei disordini risale a giovedì, quando tra gli studenti circolano sms che invitano all' occupazione di tutte le scuole della città. Obiettivo parzialmente mancato: in alcuni istituti le lezioni si svolgono in modo normale. E sono proprio questi ad essere presi di mira dai vandali: i licei scientifici Banzi e De Giorgi, i classici Palmieri e Virgilio, gli istituti tecnici Costa, Calasso e Deledda, il magistrale Siciliani. Occupato l' istituto Fermi. Il copione è semplice. In città si snodano tre cortei, tutti non autorizzati dalla questura. Quando uno dei serpentoni passa vicino alle scuole «in funzione», dal gruppo si stacca un drappello di giovani che si nasconde il viso e inizia la sassaiola. Al De Giorgi e al Costa i teppisti si spingono all' interno della scuola, sfasciando sedie e mobilio degli androni. Il presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino (Pd), è pronto a costituirsi parte civile contro i responsabili dei raid: «Manifestare è un principio di democrazia e trovo giusto che gli studenti interloquiscano sul destino della scuola. Ma questi comportamenti contraddicono tale diritto». Mentre la vicesindaco, Adriana Poli Bortone, osserva: «Comprendo cosa vuol dire manifestare, anche io ho fatto il ' 68 e so quanto siano coinvolgenti questi contesti, ma un conto è la goliardia, altra cosa sono gli atti di pura inciviltà». E aggiunge amara: «Quando ero sindaco e si verificavano fatti simili chiamavo i giovani responsabili e le loro famiglie per cercare con loro di trovare la forma per ripagare in qualche modo il danno provocato: tutto inutile. Mi accorgevo di avere di fronte ragazzi arroganti e famiglie molto deboli».

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