.
Annunci online

zemzem
 
 
1 novembre 2008
La violenza delle minoranze
 

Il Corriere della Sera, Piero Ostellino, 1 novembre 2008

Lo Stato si è squagliato come neve al sole. E' diventato una sorta di «8 settembre permanente». La Cassazione ribadisce che l' interruzione di pubblico servizio è reato, perché «è sufficiente che l' entità del turbamento della regolarità dell' ufficio o l' interruzione del medesimo... siano stati idonei ad alterare il tempestivo, ordinato ed efficiente sviluppo del servizio, anche in termini di limitata durata temporale»; ma, poi, afferma che non è causa sufficiente a giustificare l' impossibilità dell' avvocato difensore a presenziare all' udienza. Ai diritti del cittadino non è riconosciuta dignità pari a quelli di chi occupa, blocca il traffico, eccetera. Poiché sottostante alla giurisprudenza c' è «una certa idea» del Contratto sociale, qualcuno, e da sinistra - Antonio Polito, amico mio, fallo almeno tu sul Riformista - dovrebbe spiegare al Partito democratico che non diventerà una sinistra riformista fino a quando non accetterà il principio che la democrazia rappresentativa non è un' assemblea aperta, in seduta permanente fra rappresentanti e rappresentati. La democrazia rappresentativa si fonda sul principio della delega. Il popolo detiene il potere di governare, ma non governa direttamente; governano i suoi rappresentanti, cui il popolo - con le elezioni - ne ha delegato l' esercizio. Non passa, invece, occasione che il Pd - di fronte a un provvedimento sgradito - non invochi «l' apertura di un dialogo» fra governo (i rappresentanti del popolo) e società civile (il popolo). Ora, non ci piove che sia buona prassi, e persino nell' interesse di ogni governo democratico, consultare, oltre all' opposizione parlamentare, i soggetti sociali interessati quando deve prendere decisioni che li riguardino. Ma un conto è che accada «prima»; un' altra è invocare che accada «dopo» che la decisione sia diventata legge dello Stato. In questo secondo caso siamo alla negazione della democrazia rappresentativa. Ciò non esclude che opposizione parlamentare e soggetti sociali interessati abbiano diritto di manifestare, anche dopo che la decisione sia stata presa. Ma, qui, si gioca su un altro terreno: quello dei diritti (di libertà) costituzionali; non su quello delle procedure di formazione delle decisioni, cioè del funzionamento della democrazia. La sinistra post-comunista queste cose le sa. Ma o non riesce ancora a metabolizzarle - per un riflesso antidemocratico - o le fa comodo fingere di ignorarle e usare la piazza per supplire alla propria condizione di minoranza parlamentare, perpetuando una vocazione assemblearistica ancora presente nel Paese. Che si tratti di cattivo funzionamento del metabolismo democratico o di finzione strumentale, il Pd finisce, così, con legittimare le minoranze che tentano di imporre con la violenza la propria volontà. Violenza che si concreta in un reato: nell' interruzione di un pubblico servizio; dal blocco di un treno, a danno di cittadini estranei alla questione, all' occupazione di un' università, contro studenti che vorrebbero continuare a seguire le lezioni.

sfoglia
ottobre        marzo




        clic




     
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.



1 click