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18 ottobre 2008
Ucraina a rischio fallimento L' Fmi prova a salvare Kiev
 


Corriere della Sera, Fabrizio Dragosei, 18 ottobre 2008

 

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA - Ancora immersa in una crisi politica che ha frantumato l' alleanza arancione, l' Ucraina rischia ora di sprofondare in una voragine economica, con il prezzo del gas in salita, le esportazioni ferme e il sistema bancario sotto tiro. Per cercare di ridare fiducia agli investitori e per calmare il Paese, ieri è stata annunciata la disponibilità del Fondo monetario internazionale (Fmi) a concedere prestiti straordinari a Kiev fino a un ammontare di 14 miliardi di dollari. Ma le liti tra gli ex alleati Viktor Yushchenko e Yulia Tymoshenko non rendono certo facile il superamento della crisi. Secondo una classifica elaborata dal Financial Times, l' Ucraina è il terzo Paese al mondo a rischio insolvenza, dopo Pakistan e Argentina, alla pari con l' Islanda. L' agenzia di rating internazionale Fitch ha abbassato il grado di affidabilità dell' Ucraina da BB- a B+ con una motivazione che parla di «concreto e crescente rischio di una crisi finanziaria che comprenderebbe una ampia svalutazione della moneta, ulteriore stress nel sistema bancario e danni significativi all' economia reale». La disputa politica tra il presidente e il primo ministro si trascina da settimane. Yushchenko ha fissato nuove elezioni politiche per il 7 dicembre, ma la Tymoshenko gli chiede di soprassedere per il bene del Paese. Un tribunale aveva sospeso il decreto presidenziale di convocazione della consultazione. Il presidente ha sciolto il tribunale e ne ha creato un altro, per decreto, che ha annullato la precedente decisione, confermando le elezioni. L' impasse politica che in realtà non ha quasi avuto soluzione di continuità dalla rivoluzione del 2004, non aveva inciso più di tanto sulla situazione economica fino a pochi mesi fa. Poi le nubi hanno iniziato ad addensarsi. Intanto sono sempre più conflittuali i rapporti con Mosca che fornisce all' Ucraina tutto il gas di cui il Paese ha bisogno. Quest' anno il costo aumenterà ulteriormente e solo la recente caduta dei prezzi dei prodotti petroliferi (ai quali è legato anche quello internazionale del metano) può offrire a Kiev prospettive meno buie. Ma la crisi che ha colpito l' economia mondiale sta bloccando le esportazioni di prodotti siderurgici, mentre i prezzi sono in discesa. In più la moneta nazionale, la grivna, mostra segni di grande debolezza. Già oggi finanziare il debito internazionale (cento miliardi di dollari) costa il venti per cento annuo. Così l' Ucraina si è unita agli altri Paesi, come la Serbia, l' Ungheria e l' Islanda, che stanno trattando con il Fondo monetario internazionale per l' apertura di linee di credito. La Banca centrale ha già varato alcune misure per cercare di stabilizzare la situazione, come il congelamento dei depositi a lungo termine. Ma, finora, con scarso successo. La disponibilità del Fondo monetario dovrebbe mandare un segnale di forza e di stabilità ai mercati. Ma anche in questo caso le dispute politiche potrebbero incidere negativamente. Gli uomini del presidente hanno dato molto risalto alla visita a Kiev degli esperti del Fondo. Ma la Tymoshenko ha fatto capire che il prestito sarebbe condizionato al rinvio delle elezioni anticipate di dicembre. Fatto che gli uomini dell' Fmi non hanno però confermato.


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permalink | inviato da zemzem il 18/10/2008 alle 17:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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