.
Annunci online

zemzem
 
 
27 ottobre 2008
Giulia, la democratica che veste Prada: difende i poveri ma e iscritta alla Luiss
Il Giornale, Cristiano Gatti, 27 ottobre 2008

Solo una domanda: ma il reclutamento del Partito democratico lo fanno nei circoli del golf? Da quando Veltroni ci ha messo mano, il settore giovanile del suo futuribile squadrone non fa che sfornare belle gioie d’alto bordo. Ne comparisse uno che aiutasse a semplificare, prontamente identificabile al primo colpo d’occhio. Una nuova leva come usava una volta. All’epoca i giovani della sinistra dovevano essere molto arrabbiati, molto barbuti, molto vissuti. Il massimo: sbollettati e trasandati. Ciascuno poteva condividere o mettersi contro, ma nessuno poteva mettere in dubbio la loro credibilità. Adesso è un delirio totale: più sono di sinistra, più frequentano bene. Master all’estero, papà altissimo dirigente, tanta eleganza e un bel diadema sul décolleté. Il democratico veste Prada. Poi dice che non si riesce più a intercettare i sentimenti delle masse. Masse di chi, masse di cosa? Per bene ché vada, ormai possono intercettare solo i sentimenti dei Rotary.
 
Certo il frullatore della storia ha distrutto i vecchi schematismi, obsoleti e sempliciotti, che volevano la sinistra in eskimo e la destra in doppiopetto. Ma c’è un limite. L’estetica culturale e politica di Veltroni sta producendo effetti imbarazzanti. Già la base storica ci aveva messo dell’Alka Seltzer per digerire certe candidature alle ultime elezioni. Quando il leader presentò la sua briscola, la ragazza tanto corruccia e tanto brava, tanto sveglia e tanto wow, la famosa candidata di lotta e di salotto Marianna Madia, tutto uno sterminato curriculum di stage e di altolocate frequentazioni, quella volta in giro per Emilia e Toscana, in giro per siderurgici e cantieri edili, molti semplicemente si interrogarono: ma questa è la sinistra o è Milano moda? Ovviamente la Madia ha spiegato velocemente a tutti quanto le sue radici e le sue idee interpretino al meglio l’idea di una sinistra moderna, che guarda avanti, che si apre al mondo, ebla-bla, ebla-bla, eblabla, con tutto l’armamentario disneyano dei capo Walter a seguire. E va bene. Ma almeno tra i ragazzi, tra quelli che oggigiorno stanno sfottendo la Gelmini per il suo look da sciureta borghese, che occupano le scuole dormendo nei sacchi a pelo, che sfilano in corteo e fanno lezione seduti sui selciati davanti al duomo, ecco, tra questi, ce ne sarà uno con il fisico del ruolo, in grado di interpretare degnamente l’immagine della ribellione scamiciata...
 
Pare di no. Non ce la fanno. L’altra sera, a Matrix, il Pd ha mandato un’altra bella faccetta del suo settore Primavera. Stava lì a cantarle contro i tagli della trinariciuta Gelmini, questa spudorata che sta smantellando la scuola pubblica per fare il gioco della privata, così da realizzare il bieco disegno di rendere accessibile l’istruzione soltanto ai ricchi e di ricacciare nelle tenebre i poveri. Stava lì l’altra sera a interpretare sentimenti e pulsioni di stampo popolare, ma anche questa nuova pasionaria, sarà solo una combinazione, non vanta un pedigree esattamente proletario. Si chiama Giulia Innocenzi, ha 24 anni, è nata a Rimini da madre inglese, Erasmus a Parigi, esperienza negli States a Las Vegas, ultimamente coordinatrice degli studenti radicali, quindi candidata a segretario dei giovani Pd. Casualmente non frequenta una scuola serale, dopo le otto ore in fabbrica. Quello avveniva in un’altra epoca, in un’altra galassia, in un’altra sinistra. Questa fa il diavolo a quattro contro l’elitaria Gelmini, difende con le unghie la scuola dei poveri, ma frequenta l’Università Luiss, facoltà di Scienze Politiche. Solo per fare mente locale: la Luiss è l’università romana di Confindustria intitolata a Guido Carli, che come noto non era esattamente Che Guevara. Tre sole facoltà (Economia, Scienze Politiche, Giurisprudenza), numero chiuso, un destino dichiarato di sfornare manager d’impresa e classe dirigente. Metterci piede costa 6.900 euro il primo anno, 7.800 i seguenti. Una cosa sensibilmente diversa dall’utopia di Barbiana, con quel prete cocciuto e valoroso che si chiamava don Milani.
 
Anche per la nuova rivolta studentesca, dunque, un raffinato ossimoro veltroniano. La signorina Giulia, il cui valore nessuno si sogna di discutere, studia tra i ricchi e poi scende in piazza a difesa dei disgraziati. E come quando in campagna elettorale il cosmico - ma anche un po’ comico - Walterone blandisce gli operai proponendo candidature proletarie come Colaninno junior e Calearo. Qualcosa non quadra, qualcosa stride. Magari a livello puramente politico non c’è niente di scandaloso: ma è il semplice colpo d’occhio a produrre immediatamente un senso strano. Lo comprende chiunque che non si può fare del pauperismo aggressivo partendo dal circolo del tennis.
 
Vogliamo dirlo, una volta per tutte? Il dissenso e la libertà d’espressione sono beni sacri e intangibili, ma sinceramente non se ne può più dei pistolotti di questa bella gente che razzola in basso e frequenta molto in alto. Alla fine, sorge spontaneo il sospetto che veramente parlino di cose che non conoscono.
 
Eppure converrà rassegnarsi. Tanto e tanto tempo fa, in un bel film, Nanni Moretti chiedeva accorato a D’Alema una semplice cosa: dì qualcosa di sinistra. A Veltroni s’è smesso di chiedere. Tutti quanti assistono estasiati al compimento del grande disegno. Il sogno dì Walter è finalmente realtà: dal partito delle tute blu al partito del tubino nero.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Manifestazione Pd Tubino rosso ovvìa

permalink | inviato da zemzem il 27/10/2008 alle 18:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
settembre        novembre




        clic




     
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.



1 click