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18 ottobre 2008
Maroni: Saviano non è l' unico simbolo
 


Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini, 18 ottobre 2008

 

ROMA - Il tono usato, ma soprattutto le parole scelte suonano come una presa di distanza forte. Perché quando arriva a Napoli per firmare un patto sulla legalità e gli viene chiesto di commentare l' annuncio dello scrittore Roberto Saviano di voler lasciare l' Italia, il ministro dell' Interno afferma: «Saviano è un simbolo, ma non il simbolo della lotta alla camorra». E poi, quasi a sottolineare quanto rischioso possa essere il clamore di questi ultimi giorni, Roberto Maroni aggiunge: «La lotta alla criminalità la fanno polizia, magistratura, imprenditori, che sono in prima linea ma non sono sulle prime pagine dei giornali. Non è da oggi che si combatte la camorra, lo si fa da sempre in silenzio. Al di là della risonanza mediatica e della vicenda personale di Saviano, la lotta alla criminalità organizzata si fa quotidianamente da parte di tutte le forze dello Stato. E sempre più con il coinvolgimento dei cittadini. Non credo sia una buona idea andarsene fuori e non mi pare ci sia la certezza di evitare la vendetta camorristica, che non ha confini». Al Viminale il livello di pericolo per l' autore di Gomorra viene considerato altissimo, nonostante l' ultima rivelazione su un progetto di attentato che doveva essere compiuto entro Natale si sia rivelata un bluff. Non a caso il ministro dice di augurarsi «che Saviano rimanga perché contribuisce con la sua immagine al contrasto alla camorra», ma subito dopo sottolinea come «il contrasto viene fatto ogni giorno con azioni militari ed immagini. Non vorrei ridurre lo Stato e la sua azione ad una personificazione». E conclude: «Lo Stato gli garantisce il massimo livello di protezione possibile. Conosciamo bene la sua situazione siamo al suo fianco e lo siamo sempre stati. Per quanto riguarda la sua sicurezza gli garantiamo tutto ciò che serve». I collaboratori di Maroni smentiscono con decisione che le sue affermazioni avessero un intento polemico. Anzi, chiariscono che l' obiettivo adesso è quello di «far calare l' attenzione nei confronti di Saviano proprio per evitare che questa sovraesposizione mediatica accresca la minaccia nei suoi confronti». Questo basta però a far capire come i responsabili della sua sicurezza siano convinti della necessità di abbassare i toni ed evitare dichiarazioni che possano suonare come una sfida o una provocazione nei confronti del clan dei Casalesi. Del resto il dispositivo della scorta è già al massimo e ultimamente sono state adottate una serie di nuove precauzioni come il cambio di alloggi e di percorsi o la doppia bonifica dei luoghi dove viene ospitato. Ieri sera lo scrittore ha incassato nuovi attestati di solidarietà, quella del sindaco di Roma Alemanno e del magistrato Woodcock.

 


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permalink | inviato da zemzem il 18/10/2008 alle 17:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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