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1 novembre 2008
L'universo spiegato al papa

la Repubblica, Marco Politi, 1 novembre 2008


In principio era il Verbo. Il principio era il Caso. In principio era il Big Bang. In principio, forse,
erano tante bollicine in espansione come i piccoli globi d´acqua che esplodono in una pentola in
ebollizione.
Contratto sulla sua sedia a rotelle, il capo reclinato, lo sguardo tenace di chi convive da quarantasei
anni con la Sla, il fisico e matematico Stephen Hawking racconta - via sintetizzatore - lo svolgersi
dell´universo e il succedersi delle teorie sulle sue origini. È un excursus affascinante da Aristotele,
che credeva nell´universo eterno e senza inizio, a Immanuel Kant, arrivando a Einstein e alle
ultimissime ricerche, combinando la teoria generale della relatività con la teoria dei quanti. Seduti
in quadrato nel salone dell´Accademia pontificia delle Scienze, lo ascoltano in silenzio e
concentrazione scienziati di tutte le credenze e due porporati, i cardinali Christoph Schoenborn e
George Cottier.
«Che succedeva prima dell´inizio del mondo? - domanda Hawking - Cosa faceva Dio prima di
crearlo? Preparava l´Inferno per chi pone simili domande?». Il tono scherzoso mescolato
all'illustrazione scientifica getta una luce sullo spirito con cui l´accademia del Papa ha organizzato
un simposio per misurarsi con Darwin alla vigilia del cento cinquantesimo anniversario della
pubblicazione dell´Origine della specie. Piena libertà di discussione, voglia di capire senza vincoli.
Dice il fisico Nicola Cabibbo, neo-presidente dell´accademia: «La teoria di Darwin è causa di
qualche imbarazzo nell´insegnamento cattolico. È nostra intenzione presentare il progresso delle
conoscenze in questo campo e fare il punto». Così è nato il convegno dedicato agli «Approcci
scientifici sull´evoluzione dell´universo e della vita» e dalle prime battute appare chiaro che nel
consesso, riunito nella rinascimentale Casina di Pio IV immersa nel verde dei giardini vaticani, non
c´è spazio per i fanatismi del Creazionismo né per gli arzigogoli del Disegno Intelligente, che
vorrebbe fare indossare al Creatore il grembiule dell´orologiaio intento a cesellare i meccanismi di
un orologio perfetto.
«Da qualche anno il creazionismo ha cercato di darsi un´impostazione scientifica e si è trasformato
nel "disegno intelligente"», ha spiegato Cabibbo sull´Avvenire, sottolineando garbatamente: «Da
molti è considerato una riedizione del creazionismo ammantato di una veste di scienza». È la
sepoltura silenziosa per una pseudo-teoria, che per qualche anno ha mobilitato i cattolici più
tradizionalisti.
«La teoria dell´evoluzione è scientifica, le critiche avanzate dai difensori del Disegno Intelligente
sono senza fondamento», perché le carenze e le difficoltà dell´evoluzione rientrano nella visione
generale di quella specie di "albero" in crescita che è l´evoluzione: è scritto in un intervento
preparato da padre Jean-Michel Maldamè dell´Istituto cattolico di Tolosa.
C´è spazio per Dio in questo processo? Sì, ritiene il religioso. «Ma il Creatore non è esterno alla
natura. L´atto creativo è la parte più intima dell´energia in opera».
Hawking nel suo discorso non entra in queste questioni. Non fa ideologia né filosofia, neanche di
tipo scientista. Traccia socraticamente il percorso delle scoperte, delle ipotesi, degli errori, dei
risultati raggiunti. Evidenzia ciò che si sa e ciò che si ignora. «Il mio è un approccio positivista»,
afferma. Contano i risultati sottoposti a verifica. Con ironia anglosassone precisa.
Fra il modello per cui l´"universo fu creato l´anno scorso" e il modello per cui il mondo esiste da
più tempo, «il secondo offre più spiegazioni». L´espansione dell´universo, dichiara, è una delle
scoperte intellettuali più importanti del XX secolo. La teoria di Einstein sulla relatività è
fondamentale, ma «non può predire come l´universo inizia, bensì solo come si evolve una volta che
è iniziato». Si può allora discutere dell´origine dell´universo? Per lo scienziato va combinata la
teoria einsteiniana con la teoria dei quanti di Max Planck e piuttosto che a un unico Big Bang
Hawking pensa a uno scenario più complesso. «L´immagine che Jim Hartle e io abbiamo delineato
della creazione quantistica spontanea dell´universo sarebbe un po´ come la formazione di bolle di
vapore nell´acqua bollente». Molte bollicine che appaiono e scompaiono. Micro-universi che si
espandono e collassano. Alcune "bolle" che crescono e si espandono velocemente. «Corrispondenti
a universi che iniziano a espandersi a un ritmo sempre crescente». Tanti universi, dunque, non uno
solo. Ma anche tanti interrogativi aperti. L´universo o gli universi si espanderanno per sempre? O
collasseranno di nuovo? «La cosmologia è un tema affascinante», conclude Hawking.
Benedetto XVI, che riceve in udienza i partecipanti al convegno, è attento a far capire che non c´è
opposizione tra fede nella creazione e scienza. Gli preme evidenziare la razionalità del creato.
«Galileo - rammenta - vedeva la natura come un libro il cui autore è Dio. Questa immagine ci aiuta
a comprendere che il mondo, lungi dall´essere originato dal caos, assomiglia a un libro ordinato. È
un cosmo». Neanche lui torna a parlare di Disegno Intelligente. Persino l´Osservatore Romano
chiarisce. Meglio misurarsi direttamente con Darwin e l´evoluzionismo piuttosto che con altre
invenzioni. «Certo, un disegno sulla creazione viene affermato nella dottrina della Chiesa - è scritto
sul giornale vaticano - ma non agganciamolo alla teoria americana dell´Intelligent Design creando
nuovi equivoci».
Papa Ratzinger ribadisce un solo concetto. «La distinzione tra un essere vivente e un essere
spirituale, che è capax Dei, indica l´esistenza dell´anima intellettiva». E, come insegna la Chiesa,
«ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio, non è "prodotta" dai genitori, ed è immortale».
Tocca al cardinale di Vienna Schoenborn spiegare agli scienziati, una volta tornati all´accademia,
che il punto fondamentale per Ratzinger è la connessione tra «ragione, fede e vita», grazie a cui il
cristianesimo è diventato una religione mondiale. La religione scorporata dalla ragione, rimarca,
può cadere in preda a patologie irrazionali. Ecco perché Ratzinger torna insistentemente sul
discorso della razionalità del credere e nel credere. E allora nello scenario evolutivo, sottolinea
Schoenborn, è rintracciabile sia una razionalità della materia sia una razionalità del processo. C´è
una Razionalità originaria che si rispecchia in queste dimensioni, chiede il cardinale? La risposta va
al di là del percorso scientifico, ma la domanda è razionale e secondo Ratzinger si deve anche
«osare credere a una razionalità creatrice e affidarsi a essa».
Con questi toni il convegno dell´Accademia pontificia delle Scienze libera il dibattito su Darwin e
la Chiesa dagli scontri astiosi e riporta l´argomento a un confronto stimolante tra scienziati, teologi
e filosofi senza invasioni di campo autoritarie.
Ma tutto c´era già nell´immagine, colta nella sala delle udienze in Vaticano, di papa Ratzinger che
carezza delicatamente il ciuffo ribelle di Stephen Hawking, mentre lo scienziato batte i tasti del
computer e il sintetizzatore riverbera un saluto: «Sono contento di incontrarla, Santità. Oggi
dovrebbe essere un buon incontro tra Scienza e Chiesa».

1 novembre 2008
Creazione, il Papa cita Galileo «Compatibili scienza e fede»

 Corriere della Sera, M. Antonietta Calabrò,  1 novembre 2008

 

Papa Ratzinger cita Galileo davanti al più illustre astrofisico vivente, il britannico Stephen

Hawking, venuto a Roma per partecipare a tre giorni di lavori della Pontificia Accademia delle

Scienze. E così trova un nuovo inizio, nell'uomo simbolo della scienza moderna, Galileo appunto, il

dialogo tra scienza e fede. Un colloquio mai interrotto, ma che recentemente era stato attraversato

dalle correnti parascientifiche e new age del «creazionismo» e del cosiddetto «disegno intelligente».

Lo stesso giornale della Santa Sede, L'Osservatore Romano, insieme alla foto in prima pagina di

Benedetto XVI che legge sul computer con il quale Hawking — affetto da sclerosi laterale

amiotrofica (la stessa malattia di Welby) — scrive per comunicare, pubblica un commento

dell'antropologo Fiorenzo Facchini che si potrebbe riassumere «meglio Darwin che l'Intelligent

design», secondo cui una nuova interpretazione delle teorie darwiniane sarebbe da preferire, quale

terreno di confronto, ad altre solo apparentemente più vicine alla visione religiosa ma in realtà

foriere di «nuovi equivoci».

«Galileo — ha detto Benedetto XVI — vedeva la natura come un libro il cui autore è Dio, nello

stesso modo in cui le Sacre scritture hanno Dio per autore ». Quindi ha aggiunto: «È un libro la cui

storia, la cui evoluzione, il cui testo e significato, leggiamo a seconda dei diversi approcci,

presupponendo sempre la presenza fondante dell'autore che vi ha rivelato se stesso». Anzi, la verità

scientifica «è essa stessa una forma di partecipazione della verità divina».

E a sostegno del fatto che tra la comprensione della fede e le evidenze delle scienze empiriche non

c'è alcuna opposizione, ha citato due suoi predecessori.

Non solo Giovanni Paolo II, che «riabilitò» Galileo, ma anche Pio XII. E San Tommaso D'Aquino.

«Nonostante gli elementi di irrazionalità, caos e distruzione nel lungo processo di cambiamento del

cosmo, la materia in quanto tale è "leggibile"», ha proseguito Ratzinger. «Ha un'intrinseca

"matematica". La mente umana può pertanto impegnarsi non solo studiando fenomeni misurabili»,

ma anche discernendo la sua «visibile logica interna». E ancora: «Il processo è razionale nella

misura in cui rivela un ordine di evidenti corrispondenze e innegabili finalità». Infine il Papa ha

detto che la creazione non «ha a che fare solo con l'inizio della storia del mondo e della vita. Ciò

implica piuttosto che il Creatore fonda questi sviluppi e li sostiene, li fissa e li mantiene

costantemente».

Il cardinale di Vienna Christoph Schoenborn, nel corso dell'assemblea pomeridiana degli scienziati

riuniti sotto la guida del fisico Nicola Cabibbo e del cancelliere Sanchez Sorondo, ha spiegato quale

sia la posizione del Papa, richiamando i lavori del seminario tenuto a Castelgandolfo nel settembre

2007. Ha citato Ratzinger quando sosteneva (1985) che per la fede non rappresenta «alcuna

difficoltà l'ipotesi che l'evoluzione si sviluppi secondo propri meccanismi», e che «le scienze

naturali portano a domande che vanno al di là del canone del loro metodo, domande che la ragione

deve porre e che non possono essere lasciate solo al sentimento religioso». E sono proprio le

domande da cui è partito l'attesissimo intervento di Hawking. Lo scienziato ha spiegato che

l'universo non è eterno, e ha detto che «ci stiamo avvicinando a dare risposte a quelle questioni

antiche », ma che esse, secondo lui, sono «all'interno del campo della scienza».

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