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18 ottobre 2008
Lavoro, nove morti in un giorno
 


Corriere della sera, Giusi Fasano, 18 ottobre 2008

 
MILANO - Nove morti di lavoro in meno di 24 ore. In fabbrica, in officina, in cantiere, su una piattaforma a otto metri da terra, sul terreno di un' area agricola... Nove morti, dice la «contabilità» della strage quotidiana. Ed è stato il venerdì più nero dall' inizio dell' anno, tanto da far dire al presidente del Senato Renato Schifani che «sta diventando un' emergenza nazionale». Nove morti, a cinque giorni dall' ultimo appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal suo ennesimo «basta con le morti sul lavoro». Giuseppe Tumino aveva 38 anni. La polizia l' ha trovato che era mezzanotte, penzoloni sul bordo di una vasca alta tre metri: per motivi che nessuno ancora sa spiegarsi giovedì sera, a fine turno, è finito nella macchina per impastare il cioccolato della Ciocodor Srl, fabbrica dolciaria di Ragusa. Le pale per mescolare gli ingredienti (che in teoria dovrebbero bloccarsi se qualcuno alza il coperchio della vasca) l' hanno schiacciato senza dargli scampo. È morto fulminato, invece, Luan Qosya, anche lui 38 anni, arrivato nel nostro Paese dall' Albania per inseguire il sogno italiano: un lavoro sicuro e un po' di soldi da mandare a casa ogni mese. Ieri ha urtato i cavi dell' alta tensione mentre lavorava sulla piattaforma di un braccio meccanico a Roveleto di Cadeo, nel Piacentino. Per Giuseppe Tabone, 57 anni, la morte è arrivata con un volo di cinque-sei metri dal ponteggio sul quale stava facendo lavori di ristrutturazione edile, a Sanvitale Baganza, nel Parmense. Aveva un anno meno di lui Mauro Strozza, travolto e ucciso da un trattore mentre lavorava, ieri pomeriggio, in un campo di Barile, in provincia di Potenza. Nelle stesse ore e più o meno a duecento chilometri di distanza il cuore di Dan Cristian Costache, rumeno di 21 anni, batteva ostinato, sorprendendo i medici che avevano definito «disperate» le condizioni del ragazzo fin dalla prima occhiata. Dan è rimasto schiacciato da alcune lastre di marmo cadute da una gru, in una fabbrica di San Felice, nel Casertano. All' ospedale di Nola l' hanno tenuto sotto i ferri dal primo pomeriggio fino a sera ma non c' era intervento chirurgico che potesse vincere lo schiacciamento toracico e cranico di quel ragazzo. Una sorte simile a quella toccata a Massimiliano Strisezza, operaio edile di 33 anni, morto anche lui schiacciato da un pannello di cemento, a Battipaglia (Salerno). Massimiliano stava attraversando il piazzale del cantiere accanto al suo quando la lastra di cemento (di diversi quintali) si è sganciata da una gru finendogli addosso. Un altro operaio, Guido Palumbo, 35 anni, è morto ieri all' alba a Casoria (Napoli) dopo quasi un giorno di agonia: era caduto da una scala, giovedì, nell' officina in cui lavorava che si occupa della lavorazione del ferro. E poi c' è Luca Cerofolini, 30 anni: ieri pomeriggio è stato travolto e ucciso dall' albero che stava segando a Subbiano, in provincia di Arezzo. Fa impressione, forse più di questa lista nera, la storia della giovane marocchina morta ad Arcole, vicino Verona. Ieri è andata a trovare il fidanzato, operaio saldatore in una ditta del paese. È arrivata nel punto sbagliato al momento sbagliato: le è caduto addosso da un camion un carico di coperchi di ferro che alcuni operai stavano scaricando.

 

 


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permalink | inviato da zemzem il 18/10/2008 alle 17:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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