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25 ottobre 2008
La Cina avverte: «La nostra economia è a posto»

 Corriere della Sera, Marco Del Corona, 25 ottobre 2008

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PECHINO - La scenografia è familiare, cambiano i colori. Sul palco della «grande sala del popolo», il Parlamento cinese, le bandiere di 43 Paesi e 2 organizzazioni regionali prendono il posto del rosso che tinge le grandi assise del Partito comunista. L' umore collettivo - invece - è tetro, la crisi finanziaria è piombata sul settimo vertice dell' Asem (Unione europea più le grandi nazioni dell' Asia e l' intero Sud-Est asiatico). Anzi, nei discorsi dei leader si riascoltano spesso le stesse parole, «coinvolgimento», «cooperazione», «iniziativa comune», quasi un rinfrancarsi e spalleggiarsi di fronte alla tempesta globale. Almeno fra i grandi. Capi di Stato e di governo e figure di punta del regime cinese si mescolano allineandosi sui lunghi banchi. Il numero uno Hu Jintao siede fra il sultano del Brunei, presidente di turno dell' Asean, e Nicolas Sarkozy, che guida ora l' Unione europea. Silvio Berlusconi è in prima fila, all' estremità, accanto all' omologo indiano, Manmohan Singh. La due giorni del vertice, cominciata ieri pomeriggio, è stata preceduta da un moltiplicarsi di incontri. Cina, Giappone e Corea del Sud, con l' Asean, hanno concordato un fondo di garanzia anti-crisi, 80 miliardi di dollari. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha rilanciato la solida amicizia con la Cina, nonostante l' invito al Dalai Lama nel 2007. Hu Jintao e l' indiano Singh si salutano con cordialità. Certe diffidenze però, nonostante gli sforzi, non si grattano via facilmente, e da giorni la stampa cinese si diverte a sottolineare l' attitudine festaiola e spendereccia del premier giapponese Taro Aso (e se replica che sono tutti soldi suoi, gli ricordano la ricchezza di famiglia accumulata con le miniere nella Corea occupata). Il premier Wen Jiabao fa gli onori di casa. Introduce Hu Jintao, il quale prende di petto la questione, «la Cina apprezza e appoggia le iniziative prese da Paesi importanti», anche Pechino ha fatto «sforzi decisi al meglio delle sue possibilità» con «misure importanti» ma rivendica la propria forza di Paese con «i fondamentali dell' economia a posto». Dove in seguito il francese Sarkozy - senza citare la Cina - sosterrà che «la dignità umana non dipende dalla storia e dalla cultura di ciascun Paese ma dev' essere un diritto di ogni uomo», Hu invita le «due parti» (Asia ed Europa) a dimostrare «spirito di uguaglianza, apertura, inclusione, apprendimento reciproco» e chiude invocando una nuova e più coraggiosa «via della seta» che colleghi i due mondi. Si parla di governance condivisa, regole (la Merkel pensa all' Fmi), scambi. Si accenna agli interventi sul clima. Ci si dà appuntamento a vertici di emergenza, a cominciare da quello voluto da Bush il 15 novembre. In mattinata Berlusconi aveva auspicato la metamorfosi del G8 in un G14 con dentro le grandi economie emergenti, mentre il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, scomunica ogni velleità protezionista. La sensazione di tutti è che la partita con la crisi sia ancora lunga, e - persino - il gioco sconosciuto.


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permalink | inviato da zemzem il 25/10/2008 alle 16:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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